La Casa di Leda è un servizio residenziale nato nel 2017 gestito in ATI con la Cooperativa Cecilia; l’Associazione di volontariato A Roma Insieme, P.I.D. e l’Associazione Ain Karim.

E’ un casa protetta per donne detenute con figli minori finalizzata ad assicurare il benessere dei bambini e sostenere le madri nelle loro funzioni genitoriali.

 

SERVIZI

La comunità alloggio garantisce i seguenti servizi di base:

  • Alloggio e vitto;
  • Interventi di sostegno e sviluppo delle capacità di autonomia e autogestione;
  • Accompagnamento ai servizi territoriali (sociali, sanitari e del lavoro);
  • Attività ricreative;
  • Mediazione culturale;
  • Orientamento e informazione legale;
  • Sostegno alla genitorialità;
  • Attività e servizi specifici per minori.

ORGANIZZAZIONE

In ogni struttura gli spazi si articolano come spazi di quotidianità con una zona giorno, una zona notte, servizi igienici, cucina e giardino e sono organizzati in modo da favorire lo svolgimento delle attività quotidiane e i momenti di incontro e socializzazione.

L’organizzazione delle strutture prevede l’attiva partecipazione degli ospiti alla gestione del servizio ed alla realizzazione degli interventi attraverso la partecipazione attiva alle dinamiche di gruppo e alla vita comunitaria quotidiana.

Sono presenti operatori sociali, educatori professionali ed un responsabile che favoriscono la le azioni di inserimento sociale e la partecipazione degli ospiti alla vita comunitaria ed alla realtà sociale, culturale, relazionale e lavorativa del territorio di riferimento.

 

MODALITA’ DI ACCESSO

La permanenza nelle strutture è condizionata all’adesione e alla partecipazione ad un progetto individuale, al rispetto degli obblighi e delle regole del centro e/o delle prescrizioni date dal Magistrato del Tribunale di Sorveglianza.

In caso di non rispetto delle determinazioni suindicate l’équipe può proporre l’allontanamento dai centri della persona e l’interruzione del progetto.

La Casa Alloggio Teseo è gestita in ATI da PID Onlus la Cooperativa Il Cammino in convenzione con Roma Capitale – Dipartimento Politiche Sociali, Ufficio di coordinamento interventi in favore di detenuti ed ex detenuti.

E’ un servizio residenziale nato nel 2018 finalizzato al reinserimento sociale di persone che, a seguito di una esperienza detentiva, necessitino di accoglienza, sostegno, accompagnamento e orientamento.

Obiettivo ultimo quello di aiutare le persone a ricostruire le proprie capacità di scelta e progettazione, a riacquistare la percezione del proprio valore, delle proprie potenzialità e opportunità attraverso la mediazione di operatori sociali esperti del settore.

La casa può ospitare 6 persone in regime residenziale o diurno di età compresa tra i 18 e 59 anni (di cui due posti per giovani adulti di età compresa tra i 18 e 29 anni).

 

SERVIZI

La comunità alloggio garantisce i seguenti servizi di base:

  • Alloggio e vitto;
  • Interventi di sostegno e sviluppo delle capacità di autonomia e autogestione;
  • Accompagnamento ai servizi territoriali (sociali, sanitari e del lavoro);
  • Attività ricreative;
  • Mediazione culturale;
  • Orientamento e informazione legale;
  • Sostegno psicologico.

ORGANIZZAZIONE

In ogni struttura gli spazi si articolano come spazi di quotidianità con una zona giorno, una zona notte, servizi igienici, cucina e terrazzi e sono organizzati in modo da favorire lo svolgimento delle attività quotidiane e i momenti di incontro e socializzazione.

L’organizzazione delle strutture prevede l’attiva partecipazione degli ospiti alla gestione del servizio ed alla realizzazione degli interventi attraverso la partecipazione attiva alle dinamiche di gruppo e alla vita comunitaria quotidiana.

Sono presenti operatori sociali, educatori professionali ed un responsabile che favoriscono la le azioni di inserimento sociale e la partecipazione degli ospiti alla vita comunitaria ed alla realtà sociale, culturale, relazionale e lavorativa del territorio di riferimento.

 

MODALITA’ DI ACCESSO

La permanenza nelle strutture è condizionata all’adesione e alla partecipazione ad un progetto individuale, al rispetto degli obblighi e delle regole del centro e/o delle prescrizioni date dal Magistrato del Tribunale di Sorveglianza.

In caso di non rispetto delle determinazioni suindicate l’équipe può proporre l’allontanamento dai centri della persona e l’interruzione del progetto.

Sono escluse persone che presentano al momento della richiesta di ammissione problemi correlati alla dipendenza da alcool o altre sostanze stupefacenti, disturbo psichiatrico o gravi condizioni di salute.

La durata complessiva dei progetti va modulata caso per caso in relazione al tipo di misura alternativa alla detenzione. Per persone neo dimesse la permanenza è per un massimo di 6 mesi.

L’accoglienza prevede due regimi di funzionamento: residenziale e diurna

L’accoglienza residenziale è riservata ad un massimo di 6 persone di età compresa tra i 18 e 59 anni (di cui due posti per giovani adulti di età compresa tra i 18 e 29 anni) che si trovino nelle seguenti condizioni:

  • Persone sottoposte a misure restrittive della libertà ammesse alle misure alternative dell’esecuzione ai sensi all’art. 47 (affidamento in prova al servizio sociale), 47ter (detenzione domiciliare) a norma del vigente Ordinamento Penitenziario;
  • Persone sottoposte a misure restrittive della libertà ammesse alla detenzione domiciliare in base al D.L. 22 dicembre 2011, n. 211, successivamente convertito nella L. 17 febbraio 2012, n. 9; – in sospensione condizionata della pena ai sensi della L.207/2003;
  • Persone sottoposte a misure restrittive della libertà in permesso premio o licenza premio, o in reperibilità per gli ammessi al regime di semilibertà ai sensi degli artt. 30ter e 52 del vigente O.P.;
  • Persone in via di dimissione o neo dimesse dal carcere entro i 6 mesi dalla scarcerazione;
  • Persone sottoposte a prescrizioni di legge/misure di sicurezza, sorveglianza speciale, obblighi di dimora, obbligo di firma, ecc.

LA MESSA ALLA PROVA PER ADULTI

Meglio definire il nuovo istituto come sospensione del processo con messa alla prova, beneficio mutuato dalla giustizia minorile, ma modificato traendo spunto dall’affidamento in prova al servizio sociale e dalla probation anglosassone.

Per informazioni specifiche sul beneficio rimandiamo al sito del Ministero di Giustizia: http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_3_8_18.wp?tab=d

In un’ottica riparativa della funzione penale dello Stato, oggi si può sospendere il giudizio, dando disponibilità a fare un percorso di trattamento che preveda anche un’azione risarcitoria ove possibile. Per accedere alla messa alla prova, occorre proporre al Giudice un programma che preveda  un ente ospitante presso il quale svolgere la misura restitutiva. Questo programma deve essere condiviso con l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE), ove si stabiliranno anche le prescrizioni del caso.

Cosa fa il Pid?

Come Pid, entriamo in gioco sul lavoro di pubblica utilità connesso alla messa alla prova. Ci attiviamo per informare sulle pratiche e le procedure di questo nuovo istituto i cittadini e gli avvocati, inoltre segnaliamo enti (associazione, cooperative, ong del Terzo settore) che possano ospitare per l’esecuzione penale, oltre ad essere noi stessi struttura che accoglie in alcuni casi.

Per cos’è il lavoro di pubblica utilità, si rimanda alla nostra pagina: http://www.pid.coop/index.php/lavoro-di-pubblica-utilita-per-la-legge-italiana

Come fare richiesta di lavoro di pubblica utilità connesso alla messa alla prova con il Pid:

  • Dopo aver incontrato l’assistente sociale dell’UEPE, si deve chiamare per prendere appuntamento con un operatore del Pid;
  • Si fissa un appuntamento presso il nostro Servizio, dove bisogna portare, oltre i dati anagrafici, tutta la documentazione riguardante il procedimento e il contatto avuto con l’UEPE;
  • In sede di colloquio o successivamente, il Pid invia presso associazioni o cooperative del Terzo settore oppure si riserva di dare disponibilità a far svolgere un lavoro di pubblica utilità presso di noi, valutando caso per caso insieme all’Assistente Sociale dell’UEPE;
  • Una volta accettato il programma per la sospensione del processo con messa alla prova da parte del Magistrato, si può dare avvio all’attività, dopo aver siglato il programma di trattamento con l’UEPE.

Per prendere appuntamento, chiama il numero: 06/67105352

Cosa si fa durante la messa alla prova?

A settembre 2015, 10 percorsi di messa alla prova sono stati conclusi positivamente, ed altri ne abbiamo in esecuzione. Le attività che si svolgono sono inerenti i nostri specifici servizi. E per ampliare la gamma di attività proposte, abbiamo avviato due protocolli con due Municipi di Roma per le pulizie e il decoro delle strade e delle piazze e per la manutenzione dell’arredo urbano. 

Importante ricordare:  per tutto quello che riguarda la misura a livello formale, ad es. modifica al trattamento, cambio delle disposizioni o delle prescrizioni, assenze o recuperi, la competenza non è della struttura ospitante, bensì dell’Assistente Sociale dell’UEPE di riferimento.

Acquista e regala il calendario 2016 con le opere realizzate dai detenuti del G11 di Rebibbia

Il figlio prodigo torna al mondo grazie al prodigio dell'arte.

Presentazione della mostra: Martedì 27 Ottobre ore 15.00 alla Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso

Dal 21 Novembre al 13 Dicembre al Museo delle Mura - Porta San Sebastiano

La consapevolezza del ritorno. È questa la parabola del figliol prodigo e l’arte ne interpreta il prodig-io.
Fuggono i giorni, le settimane, le stagioni in compagnia dei colori che hanno attraversato muri, sbarre, cemento, condanne, solitudini e tanto coraggio. Il carcere è un mondo concluso, sospeso, con regole, ritmi, odori e colori. Il nostro laboratorio ha cercato di spezzare questa separazione e aprire un varco all’arte, ai tanti colori del mondo, alla comunicazione e alla speranza. Vogliamo essere accanto a chi è privato della libertà per accompagnarlo verso un cambiamento che infranga altre barriere. Contro ogni reato, contro ogni reclusione, emarginazione, discriminazione.
La cultura, l’arte, riescono a dar voce ad altri valori consentendo di farci scoprire risorse che neanche sospettiamo di avere. Disvelano e rivelano risorse latenti sulle quali incentrare il cambiamento.

Ideato e preparato nella primavera 2014 e concluso nell’estate 2015, il laboratorio ha voluto interrompere l’andamento monotono delle giornate in carcere, un inciampo culturale che ha generato attesa, piacere, partecipazione.
Il calendario 2016 è stato realizzato da alcuni ragazzi ospiti della sezione G 11 di Rebibbia Nuovo Complesso, dalla Cooperativa Sociale PID Onlus e dall’Associazione radicale Nessuno Tocchi Caino.

Portare l’arte in carcere per riflettere su se stessi e sulle proprie responsabilità, questo vuole essere il senso del progetto conclusosi a luglio 2015 “Il Figliol Prodigo”.
Un’emozione inespressa può tradursi in disagio e malessere psichico quando non si riesce a comunicare. Attraverso l’arte si entra in una dimensione pre-verbale dell’esperienza e si riesce a dare forma anche all’indicibile, suscitando delle emozioni nelle quali immedesimarsi.
Il carcere è un albergo a zero stelle dove passano tante, troppe persone per periodi più o meno lunghi. Non si parla mai dei sentimenti che si vivono nel carcere, repressi in quanto la vita emozionale di chi è detenuto viene minata in ogni suo aspetto: la depersonalizzazione e la contestuale deresponsabilizzazione. La costrizione in uno spazio in cui si convive forzatamente con chi non si è scelto, la quotidianità scandita da orari, i pochi colloqui familiari tanto attesi e condivisi in parlatoi affollati, sono alcuni degli aspetti devastanti e d’impatto della struttura carceraria sulle persone.

La Cooperativa Sociale Onlus Pronto Intervento Disagio (PID), l’Associazione radicale Nessuno Tocchi Caino, con gli artisti dell’avanguardia contemporanea romana - Paolo Bielli, Alessandro Costa, Giuseppe Graziosi, Marina Haas, Vincenzo Mazzarella, Laura Palmieri, Elena Pinzuti - si sono messi in gioco per seguire alcuni dei detenuti nella realizzazione di opere pittoriche con il preciso scopo di portare alla luce attraverso immagini,
colori e segni di quello che spesso con le parole non si riesce a comunicare. Attraverso l’arte si è parlato dello spazio, del tempo, dell’amore, della consapevolezza, delle stagioni e della luce. Questi temi ricorrono nel frutto del nostro lavoro: il calendario 2016.
Gli artisti e gli 11 detenuti hanno lavorato fianco a fianco per quattro mesi in un flusso creativo che ha portato a elaborare molte opere individuali e collettive tra cui il cadavre exquis accompagnati da una fotografa che ha seguito tutto il percorso.
Le foto rappresentano la memoria del laboratorio, dal foglio bianco, al percorso creativo, e per finire la realizzazione dell’opera stessa, come fossero un diario.

Il Pid fa da mediatore tra Tribunale di Roma, Roma Capitale e soggetti condannati per la definizione e lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità In pratica, individua l'ente presso il quale il condannato svolgerà la sua pena alternativa e verifica che questa attività sia stata svolta realmente ed efficacemente.

I lavori di pubblica utilità (Lpu) rappresentano un modo alternativo di scontare una condanna penale. Il lavoro di pubblica utilità consiste nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o presso enti e organizzazioni di assistenza sociale o volontariato.

Negli ultimi anni sempre più condannati stanno optando per questa soluzione, visto che lo svolgimento di questa attività implica la cancellazione del reato dal proprio casellario giudiziario.

Infatti dal 2011 al 2013 il numero dei soggetti presi in carico dal Pid è aumentato rapidamente, e il trend è in continua crescita.

 

COLLOQUI DI PRESA IN CARICO

2011

2012

2013

86

221

320

DATI DEL 2012 al 31 Dicembre 2012 Il Pid, tramite lo sportello di Segretariato Sociale, effettua dei colloqui con le persone condannate, a cui il giudice ha concesso la commutazione della pena in lavori di pubblica utilità. Il lavoro viene individuato anche in base alle competenze (professionali, ma anche altre inclinazioni personali) di chi lo deve svolgere. In questo modo gli utenti possono svolgere un servizio realmente utile alla collettività. Il Pid è poi incaricato di monitorare se il lavoro viene svolto secondo le modalità previste e quindi avvisare il Tribunale di competenza dell'avvenuto compimento del servizio.

DATI DEL 2012 al 31 Dicembre 2012

PRESI IN CARICO

IN ESPIAZIONE

TERMINATI

SOSPESI

 

221

66

72

7

 
 

DATI DEL 2013 al 31 Dicembre 2013

PRESI IN CARICO

IN ESPIAZIONE

TERMINATI

SOSPESI

 

320

80

134

11

 
 

 

Il numero sempre crescente di persone che decidono di espiare la propria pena tramite lpu ha portato alla creazione di una fitta rete di collaborazioni con Enti pubblici oppure privati del mondo sociale e del volontariato: associazioni, cooperative sociali, ospedali, parrocchie e servizi per le tossicodipendenze. L’ente finale presso cui la persona viene inserita è scelto dal Servizio Pid rispetto al luogo di residenza, disponibilità di giorni e orari e competenze specifiche. Non è possibile indicare una propria scelta, nè richiedere enti o strutture conosciute da sè ma non convenzionate.

Questi sono gli enti pubblici presso i quali è possibile svolgere il lpu:

  • Istituzione Biblioteche di Roma;

  • Fondazione Bioparco;

  • Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde Roma Capitale;

  • Agenzia Capitolina per le Tossicodipendenze;

  • Roma Natura – Ente Regionale per la gestione del sistema delle aree naturali protette nel Comune di Roma;

  • Municipio Roma 16;

  • Servizi per anziani, migranti o senza fissa dimora del Dipartimento Poltiche sociali, sussidiarietà e salute di Roma Capitale

Questi invece gli enti privati con cui è stato firmato un protocollo di intesa:

  • INMP – San Gallicano;

  • Fondazione Villa Maraini Onlus;

  • Cooperativa Sociale Villa Maraini;

  • Emergency Onlus;

  • Cooperativa Sociale Metro Service;

  • Associazione Progetto Diritti Onlus;

  • Cooperativa Sociale 29 Giugno;

  • Consorzio Eriches;

  • Fondazione Operation Smile Italia Onlus;

  • Opera Don Calabria;

  • Cooperativa Sociale Il Magazzino;

  • Associazione San Girolamo Emiliani Velletri Onlus;

  • Cooperativa Sociale Mobi. Di.;

  • Caritas Parrocchiale Campagnano;

  • Reale Circolo Canottieri Tevere;

  • Cooperativa Sociale Oltre;

  • Associazione Volontari Villalba Iniziative Sociali – A.V.V.I.S;

  • Croce Rossa Italiana – CRI;

  • Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale Ariccia e Genzano;

  • Associazione Ciampacavallo;

  • Cooperativa Sociale Cantieri Sociali;

  • Cooperativa Sociale Inopera;

  • Associazione Virtus Italia;

  • Associazione Chiara e Francesco;

  • Legambiente;

  • Cooperativa Sociale Insieme per… ;

  • Cooperativa Sociale Magliana 80;

  • Comune di Valmontone;

  • S.I.D.I. – Sindacato Italiano Diritti Invalidi;

  • Comune Sant’Angelo Romano;

  • Cooperativa Sociale CassiAvass;

  • Circolo San Pietro;

  • Unione Capitolina Rugby Onlus

  • Isituto Romano di San Michele

Per sapere come funziona in pratica il lavoro di pubblica utilità presso il Servizio Pid, clicca qui

Per offrirti una migliore esperienza di navigazione online questo sito web usa dei cookie, propri e di terze parti. Continuando a navigare sul sito acconsenti all’utilizzo dei cookie. Scopri di più sull’uso dei cookie e sulla possibilità di modificarne le impostazioni o negare