Il Pid è il soggetto individuato da Roma Capitale, in base ad una convenzione con il Tribunale di Roma attiva dal 2007 a definire i programmi di svolgimento dei lavori di pubblica utilità. In pratica, individua l'ente presso il quale il condannato svolgerà la sua pena alternativa e verifica che questa attività sia stata svolta realmente ed efficacemente.

I lavori di pubblica utilità (lpu) rappresentano un modo alternativo di scontare una condanna penale, attraverso un’attività riparativa e restitutiva. Il lavoro di pubblica utilità consiste nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o presso enti e organizzazioni di assistenza sociale o volontariato. E' bene specificare che il Pid svolge un servizio di mediazione, quindi non è l'ente finale presso cui si svolge l'attività.

 

Chi può fare richiesta

Possono contattare il Pid solo coloro che sono residenti o domiciliati a Roma e/o persone che sono state condannate dal Tribunale di Roma.

 

Come funziona

Si svolgono due colloqui:

Il primo colloquio si svolge prima della richiesta di conversione della pena in lavoro di pubblica utilità. Per prendere appuntamento è necessario chiamare con due settimane di anticipo rispetto all'udienza fissata. Durante il colloquio le operatrici del Pid rilevano i dati della persona, l'attività lavorativa svolta e la disponibilità di massima a svolgere i lavori di pubblica utilità.

A seguito del colloquio il Pid emette una dichiarazione di disponibilità di presa in carico e la invia tramite fax al legale di fiducia. L’invio della documentazione avviene uno o due giorni dopo aver svolto il colloquio.

La disponibilità di presa in carico, in sede di patteggiamento, di rito abbreviato o ordinario, va allegata alle memorie difensive per la richiesta di conversione della pena in lpu. Questo passaggio serve a dimostrare di avere un ente ospitante disponibile in fase esecutiva (cioè disponibile a far eseguire i lavori di pubblica utilità).

Il secondo colloquio si svolge a seguito di emissione della sentenza. La sentenza deve essere comunicata al servizio Pid dalla cancelleria del magistrato, dalla Procura della Repubblica o dal proprio legale. Una volta che la sentenza è stata trasmessa, il condannato deve fissare un secondo appuntamento per stabilire il programma che seguirà: la data di inizio, l'ente presso cui svolgerà l'attività, i giorni e gli orari concordati.

I criteri di individuazione dell'ente sono:

  • la vicinanza rispetto al proprio domicilio

  • l'incrocio tra disponibilità orarie e di giorni delle persone e degli enti.

Quando si chiama il servizio Pid per fissare il colloquio, è importante specificare che si tratta di un secondo appuntamento a seguito di condanna.

Per tutti i casi che fanno eccezione rispetto a quanto descritto, si prega di inviare una mail di richiesta informazioni all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A seguito del secondo colloquio, il Pid si riserva di avviare l'esecuzione nel tempo necessario a individuare il percorso e a seconda della disponibilità del singolo ente che prenderà in carico la persona condannata.

Il Pid individua l'ente presso cui svolgere il lpu presso enti pubblici oppure privati del mondo sociale e del volontariato

I settori presso i quali è possibile svolgere il lpu sono i seguenti

  • Tutela e manutenzione del verde e del patrimonio pubblico.

  • Attività culturali

  • Attività sociali (case famiglia, disabilità, tossicodipendenza, terza età, migrazione, estrema povertà)

  • Attività sportive con finalità sociali

  • Salvaguardia della salute

  • Tutela degli animali

 

Per prendere appuntamento telefonare: 06/67105352

Sportello: lunedì e martedì 9.00-16.30/ venerdì 9.00-13.00

 

Per sapere cos’è il Lavoro di Pubblica Utilità clicca qui

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