Il servizio in carcere è l'attività principale da cui il Pid è nato. Gli dà il nome (Pronto Intervento Detenuti) e ne è principio fondativo, tanto che lo scopo originario della cooperativa è proprio quello dell'assistenza ai detenuti e del loro reinserimento nella società, soprattutto dopo che hanno scontato la pena.

L'intervento del Pid a favore dei detenuti si struttura principalmente su due fronti: uno di sostegno e informazione, tramite gli sportelli. Uno di interventi concreti, tramite le attività svolte direttamente in carcere (ad esempio il kit di primo ingresso o di uscita, la lavanderia, la cucina).

Lo sportello funge da centro d'ascolto per i detenuti ma li aiuta anche in senso pratico: ad esempio rende loro noti i propri diritti, attiva la rete di servizi per sopperire ai bisogni. Tutte operazioni che per il detenuto possono diventare fondamentali, soprattutto all'inizio del periodo di detenzione.

Ci sono sportelli interni alle carceri romane e della Provincia e uno sportello esterno, e sempre più detenuti si avvalgono di questa opportunità. Basti guardare i numeri del 2013: 930 utenti seguiti dallo sportello esterno e ben 3856 da quelli interni.

L'altro ambito operativo, quello delle attività pratiche, è quello invece più legato al reinserimento del detenuto nella società che lo circonda (quindi soprattutto in fasi più avanzate della detenzione), perché mira a fornirgli competenze e professionalità spendibili in campo lavorativo.

Alcuni esempi sono il servizio lavanderia a Regina Coeli, il servizio di cucina a Rieti, la coltivazione biologica in campagna. Tutti progetti che hanno dato risultati positivi, tanto da essere ripetuti e ampliati nel tempo.

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