Carcere e droga, due aspetti della società che si intrecciano continuamente. Nuovi Giunti è stato uno sportello che ha orientato e informato i tossicodipendenti al primo ingresso a Regina Coeli.

L’idea è nata dal concetto che la tossicodipendenza accomuna le persone per sostanza e modo di consumo, ma che ciascuno abbia percorsi e peculiarità distinti: la propria personalità, storia di vita e contesto sociale ed ambientale. Di conseguenza la riabilitazione non deve essere standard, ma personalizzata (per quanto possibile) in base alle esigenze di ciascuno.

Lo sportello integrava professionalità diverse: figure sociali, sanitarie e legali lavoravano fianco a fianco in rete con i servizi interni ed esterni al carcere.

Inizialmente si è svolta una formazione specifica rivolta agli operatori in modo da poter lavorare con maggior congruità e con strumenti adatti all’utenza.

Questi gli interventi dello sportello: innanzitutto il contatto con l’avvocato, con l’area educativa interna all’istituto, con il Ser.T. di riferimento territoriale e con il Ser.T. interno all’Istituto che conosce la storia della persona e ne certifica lo stato di tossicodipendenza. I tre soggetti attuatori dello sportello hanno partecipato mettendo in campo ognuno le proprie specificità: la cooperativa Parsec Flor e la Fondazione Villa Maraini specializzate nel settore della tossicodipendenza e all’orientamento ai servizi rivolti a detenuti dipendenti da sostanze stupefacenti. Il servizio Pid caratterizzato dall’esperienza, maturata negli anni, di attivazione della rete e di  avviamento di percorsi di autopromozione e d’inclusione sociale in esecuzione penale.

Gli interventi rivolti agli utenti sono stati suddivisi in 7 categorie:

  • Orientamento sulle comunità terapeutiche/Programmi terapeutici;
  • Orientamento alla rete dei servizi interni all’Istituto;
  • Orientamento alla rete dei servizi esterni all’Istituto;
  • Orientamento legale;
  • Contatto con il legale di fiducia dell’utente o con i servizi esterni presso cui l’utente era già in carico;
  • Sostegno alla persona;
  • Presa in carico.

Il 29% degli utenti ha chiesto come poter accedere alle comunità terapeutiche e alle misure alternative alla detenzione.

Un altro 29% ha chiesto informazioni sulla rete dei servizi interna al carcere.

Solo il 7% ha ricevuto orientamento sui servizi esterni al carcere: essendo nuovi giunti, dunque non prossimi alla fine della pena, l’attivazione dei soggetti territoriali esterni è stata rivolta principalmente ai loro familiari.

Il 19% dei detenuti che si sono rivolti allo sportello, ha ottenuto il servizio di consulenza legale per avere chiarimenti sulla situazione giuridica e sulle eventuali prospettive processuali.

Infine il 6% degli interventi sono stati finalizzati al sostegno morale ed emotivo degli utenti.

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