Ricci, limoni e caffettiere. Piccoli stratagemmi di una vita ristretta             ricci limoni e caffettiere

Edizioni dell’Asino

Il libro raccoglie tutte le ricette “fatte in casa” per sopravvivere al carcere conservando e a volte riscoprendo la propria femminilità, nel corpo, nella mente e nel gusto. E’ diviso in sei sezioni: bellezza, salute, sapori, espedienti, scritture e gioco. Per ciascuna tematica le donne detenute e le operatrici hanno raccolto quello che la tradizione orale tramanda di donna in donna per risolvere con metodi economici e casalinghi le esigenze della vita quotidiana di una donna ristretta. Il lavoro è corredato da una parte fotografica per rappresentare i luoghi e i corpi, infatti la fotografia riprende l’interazione tra le persone, che mai come in un luogo di privazione della libertà sono costrette ad incontrarsi e a scambiarsi.

Il progetto nasce nel 2005, all’interno di uno spazio chiamato “giornalino”, in cui  le donne di Rebibbia Femminile potevano incontrarsi, provenendo da diversi bracci dell’istituto. In quell’occasione di confronto e discussione è nata l’idea di parlare di carcere da un altro punto di vista, interno e dal basso…partendo da come le donne vivono la propria quotidianità, come sopperiscono alla mancanza di creme idratanti, piuttosto che abbronzanti, di come curano un orzaiolo o il mal di orecchie. Il materiale raccolto ha dato vita ad una piccola pubblicazione dal titolo "Delperdutocorpo" nel 2007, ripresa e rinnovata nel 2013 dalla Cooperativa Pid e l’Associazione Liscìa, con il contributo fotografico del Collettivo Porco Rosso Avant-Garde per presentarla al pubblico con le Edizioni dell’Asino. Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Charlemagne.

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