Il progetto Cucinando, svoltosi nel carcere di Rieti da settembre 2013 a gennaio 2015, ha coninvolto i detenuti del complesso laziale.Fino a quel momento la cucina dei pasti era organizzata dall'Amministrazione Penitenziaria. Per la prima volta un privato entrava in quel carcere per fornire un servizio di prima necessità. L'esperienza è stata coinvolgente, sia per noi come Cooperativa sia per i detenuti. Purtroppo si è chiusa per mancanza di fondi destinati a quel servizio.

Detenuti che cucinano per gli altri detenuti e che producono anche alimenti da vendere all'interno del carcere. E, particolare non secondario, che acquisiscono una professionalità spendibile anche all'esterno del carcere.

Il Pid si è occupato della formazione dei detenuti e della selezione di quelli che hanno svolto l'attività.

Il Pid si è sperimentato su questo nuovo campo con ottimi risultati. I pasti erano migliorati e i detenuti lavoravano a condizioni e retribuzioni migliori.

Durante tutto il biennio di attività, si sono tenuti corsi di formazione rivolti alla popolazione detenuta, non impiegata in cucina. I detenuti assunti erano 6, coadiuvati e supervisionati da due cuochi esterni. Loro hanno prepararato una media di 320 pasti per tre volte al giorno (il numero varia a seconda dei detenuti presenti in istituto).

Il compito dei detenuti-cuochi non era però solo quello di preparare pasti agli altri detenuti, ma anche quello di cucinare prodotti da forno e dolci che possano essere venduti all'interno dell'istituto. Infatti avevamo attivito un servizio pilota di speedy pizza e dolci, dove i ristretti potevano ordinare per sè o per i familiari a colloquio pizze, ciambelloni, crostate e quant’altro! L'idea di questo servizio nasce dal fatto che in carcere non esiste forno e non è possibile acquisire lievito!

Questi i risultati ottenuti con il progetto:

  • assunzione di 6 detenuti per 13 mensilità;

  • preparazione di tre pasti giornalieri per la totalità dei detenuti reclusi;

  • aumento della fruibilità degli spazi interni all’istituto penitenziario;

  • ottimizzazione dei costi e dei tempi del servizio cucina;

  • creazione di une rete commerciale esterna;

  • garanzia della qualità dell’offerta alimentare per i detenuti;

  • controllo e manutenzione dei locali e delle attrezzature;

  • visibilità delle attività lavorative e riabilitative della Casa Circondariale di Rieti;

  • innovazione con progetti mirati ai bisogni della popolazione detenuta.

 

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