La casa di Otello è una struttura dello SPRAR del Comune di Roma.

 Cos’è Lo SPRAR?

Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) costituisce una rete di centri c.d. di “seconda accoglienza” destinata ai richiedenti e ai titolari di protezione internazionale.

Esso non è dunque finalizzato (come i CDA o i CARA) ad un’assistenza immediata delle persone che arrivano sul territorio italiano ma, originariamente, all’integrazione sociale ed economica di soggetti già titolari di una forma di protezione internazionale (rifugiati, titolari di protezione sussidiaria o umanitaria). Lo SPRAR si propone due obiettivi principali: (a) offrire misure di assistenza e di protezione al singolo beneficiario; (b) favorirne il percorso di integrazione attraverso l’acquisizione di una ritrovata autonomia.

Per raggiungere tali obbiettivi i progetti dello SPRAR si fondano tutti sul concetto di empowerment del beneficiario, inteso come “un processo individuale e organizzato, attraverso il quale le singole persone possono (ri)costruire le proprie capacità di scelta e di progettazione e (ri)acquistare la percezione del proprio valore, delle proprie potenzialità e opportunità” (Servizio Centrale SPRAR, “Manuale per l’attivazione e la gestione di servizi di accoglienza e integrazione per i richiedenti e i titolari di protezione internazionale”, Roma, p. 4).

I progetti prevedono l’accoglienza di singoli e/o famiglie in appartamenti o in centri collettivi, e lo svolgimento di una serie di attività per favorire la loro integrazione sul territorio.  I servizi offerti dai singoli progetti territoriali dello SPRAR sono: assistenza sanitaria; assistenza sociale; attività multiculturali; inserimento scolastico dei minori; mediazione linguistica e interculturale; orientamento e informazione legale; servizi per l’alloggio; servizi per l’inserimento lavorativo; servizi per la formazione. [testo tratto da http://www.osservatoriomigranti.org/?sprar]

 Come nasce e quali sono le caratteristiche della Casa di Otello?

La struttura di accoglienza può ospitare sei ospiti, per una permanenza di sei mesi, prorogabili di altri sei mesi al massimo. La casa è assegnata all’interno della Tenuta del Cavaliere del Comune di Roma. Lo spazio attualmente destinato alla residenza è stato ristrutturato nel 2012 nell’ambito delle attività formative del progetto “Fattorie Migranti” rivolto a migranti titolari di una forma di protezione internazionale ed ex detenuti. Il primo gruppo di ospiti ha partecipato attivamente ai lavori di ristrutturazione che hanno trasformato un appartamento semi distrutto in casa di accoglienza.

Ormai nella casa si sono succeduti diversi gruppi di persone, e tutti seguono dei principi di convivenza civile. Infatti esiste un regolamento interno da rispettare e gli operatori sostengono e aiutano gli ospiti nei percorsi di autonomia. La vita nella casa è come quella di una famiglia: si fa la spesa, si preparano i pasti e si fanno le pulizie a turno, qualcuno cura i fiori su balcone e tutti insieme si festeggiano le festività religiose o del paese di provenienza di ognuno. Gli ospiti provenendo da paesi differenti e distanti tra loro (Afghanistan, Congo, Costa d’Avorio, Senegal, Niger, Pakistan, solo per citarne alcuni) parlano in italiano tra loro.

 La casa è dedicata ad Otello, amico e operatore scomparso nel 2012, lasciando un vuoto per tutti noi.

Per offrirti una migliore esperienza di navigazione online questo sito web usa dei cookie, propri e di terze parti. Continuando a navigare sul sito acconsenti all’utilizzo dei cookie. Scopri di più sull’uso dei cookie e sulla possibilità di modificarne le impostazioni o negare